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De Robbio, Elisabetta (2007) Passaggio dell’adolescente HIV+ dalla pediatria al servizio per adulti. [Master]

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Abstract

Problema: molti adolescenti e giovani adulti in condizioni che limitano le loro abilità funzionali e compromettono la loro vita emotiva e sociale, sperimentano difficoltà transizionali al passaggio dalle cure pediatriche a quelle “dell'adulto” tanto più se si tratta di giovani affetti da una condizione cronica. E' possibile che il coordinatore aiuti questo passaggio verso un'età con problematiche nuove o da affrontare in modo diverso? Gli Obiettivi sono quelli di un trasferimento appropriato della responsabilità della cura dal pediatra all’infettivologo per adulti e dal genitore al ragazzo, visibile attraverso l’aderenza alla terapia, ovvero assunzione del 95% delle dosi terapeutiche per non incorrere in resistenze attraverso i più bassi livelli raggiungibili di viremia nel sangue ed il più alto numero possibile di CD4; comportamenti non a rischio, autonomia terapeutica in funzione dell'età del paziente; una buona qualità di vita; non conclamazione in AIDS. La sieropositività va vissuta pertanto come una "condizione" di vita e non come una "malattia". Le Strategie per questa transizione sono molteplici e coinvolgono diverse figure del team multidisciplinare di specialisti dell’infettivologia, esse possono lavorare in appositi centri di cura per adolescenti, oppure dalla pediatria possono gradualmente accennare, spiegare, presentare, presenziare, coordinare il passaggio verso il centro per adulti. Campi scuola, week-end educativi, gruppi di adolescenti, sistemi intelligenti di self-care e di comunicazione on-line, attività sportive sono altre attività di enorme aiuto. In altre realtà esistono figure di Transition Service Coordinators che operano in strutture preposte proprio ad ottenere il miglior passaggio possibile nel mondo adulto: le Creating Healthy Futures Clinic. Giudizio di fattibilità Ponti per passaggi “dolci” esistono già in diverse Aziende Sanitarie Italiane, per altre patologie e si avvalgono di diverse tecniche, quali per esempio quella di “delegare ad un medico specifico i casi di adolescenti e giovani adulti, e ancor meglio di concentrare le visite di questi pazienti in giorni o fasce orarie definite”. Fra le varie attività "diverse" per aiutare la gestione del ragazzo sieropositivo, quella di telephone care è in grado di ridurre il numero di consultazioni ambulatoriali e di ricoveri per emergenze, migliorando nel contempo il livello complessivo di assistenza e, quindi, la qualità di vita. Indicatori di risultato atteso, e di un buon risultato, saranno una responsabile autonomia nella gestione della propria condizione da parte del ragazzo, viremia = 0; partecipazione alle diverse attività (forums, chats, soggiorni educativi) mentre nel servizio si dovranno valutare: prevalenza di giovani – adulti presso centri pediatrici, prevalenza di bambini - adolescenti presso centri degli adulti, numero di passaggi/anno, questionari da preparare insieme alle Associazioni di Volontariato.

Tipologia del documento:Master
Parole chiave:HIV+, giovani sieropositivi, pediatria
Settori scientifico-disciplinari del MIUR:Area 06 - Scienze mediche > MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche
Codice ID:14444
Tutor Ospitante:Università degli Studi di Padova
Data della tesi:22 Dicembre 2007
Biblioteca:Polo Medico > Biblioteca Medica "V.Pinali" - Sezione Moderna
Tipo di fruizione per il documento:on-line per i full-text
Tesi sperimentale (Si) o compilativa (No)?:No

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