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Genesin, Stefano (2010) Sviluppo di un saggio immunologico innovativo a base di lantanidi per la diagnosi precoce del cancro. [Laurea specialistica biennale]

Per questo documento il full-text online non è disponibile.

Abstract

Il presente elaborato di tesi prosegue lo sviluppo di un saggio immunologico innovativo, che sfrutta complessi lantanidici e basato sul metodo CHIA (Chemiluminescence ImmunoAssay) progettato in un precedente elaborato. I complessi lantanidici presentano numerosi vantaggi rispetto alle normali sonde fluorescenti organiche: un elevato spostamento di Stoke, bande di luminescenza strette e un elevato tempo di vita. Il saggio immunologico CHIA si basa sulla variazione della luminescenza dei complessi bioconiugati ad un anticorpo specifico per un certo marker tumorale, ottenuta mediante LRET dai residui di Trp dell’anticorpo al centro metallico lantanidico del complesso, in seguito alla reazione di riconoscimento supramolecolare tra antigene ed anticorpo. Per raggiungere questo scopo sono stati sintetizzati una serie di complessi di praseodimio ed europio non intrinsecamente luminescenti, ampiamente caratterizzati mediante spettroscopia FT-IR, 1H-NMR, termogravimetria e spettrofotometria UV-Vis e di luminescenza. I complessi sono risultati poco stabili in soluzione acquosa, rendendoli, di fatto, inadatti ai fini del saggio. L’anticorpo specifico per il marcatore del cancro del colon-retto, CA19-9, è stato sottoposto ad una procedura di digestione per ottenere frammenti F(ab’)2 che mantengono inalterata la capacità di legame con l’antigene ma aventi un ridotto numero di coppie Ser-Trp lontane dalla zona di riconoscimento supramolecolare. I residui di Ser sono necessari per bioconiugare i complessi mentre i residui di Trp sono utilizzati come antenne per il processo di trasferimento energetico per risonanza. La presenza di tali coppie amminoacidiche lontane dalla zona di interazione tra l’anticorpo e l’antigene comporterebbe l’insorgenza di problemi nel determinare la variazione del segnale di luminescenza legata all’evento di binding. Inoltre si è iniziato a sviluppare un substrato su cui effettuare il deposito e quindi l’immobilizzazione degli anticorpi. La scelta è ricaduta su una superficie di biossido di titanio (comunemente titania) depositato su un semplice vetrino da microscopio dato che le proprietà chimico-fisiche risultanti sono conformi alle caratteristiche volute per realizzare gli obiettivi dell’approccio CHIA. Il supporto, prodotto mediante la nebulizzazione e la deposizione di titania nanocristallina su di un vetrino, è stato studiato preliminarmente mediante un’analisi ESEM, che ha evidenziato la presenza di grani micrometrici sulla superficie della titania. La natura isolante del campione non ha permesso di effettuare anche analisi di tipo SEM o TEM, che avrebbero fornito immagini superficiali a risoluzione maggiore visualizzando i nanocluster di cui dovrebbe essere composta la superficie. La sequenza primaria e la struttura dell’anticorpo sono state utilizzate per valutare il numero e la distribuzione spaziale dei residui di Asp e Glu sulla superficie proteica. Questi residui, infatti, sono in grado di legarsi mediante gli atomi di ossigeno del gruppo carbossilico ai siti di titanio coordinativamente insaturi della superficie della titania.

Item Type:Laurea specialistica biennale
Corsi di Laurea specialistica biennale:Facoltà di Scienze MM. FF. NN. > Chimica
Uncontrolled Keywords:lantanidi, acetilacetonati, titania, anticorpo, luminescenza, marker tumorale, biosensori.
Subjects:Area 05 - Scienze biologiche > BIO/10 Biochimica
Codice ID:26586
Relatore:Fregona, Dolores
Data della tesi:December 2010
Biblioteca:Polo di Scienze > Dip. di Scienze Chimiche - Biblioteca
Collocazione:TESI.3688
Note per la fruizione:Non consultabile

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