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Stefani, Arianna (2015) La cronicità nelle malattie infiammatorie croniche intestinali e reumatiche: impatto psicosociale e approccio infermieristico. [Laurea triennale]

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Abstract

Background: Le malattie infiammatorie intestinali (IBD) e reumatiche sono patologie croniche, disabilitanti, aventi un impatto significativo sulla vita della persona e dei suoi familiari. Gli effetti derivanti da entrambe le affezioni incidono negativamente sul benessere dell'individuo, coinvolgendo vari aspetti tra cui quello psico-emotivo e sociale-lavorativo, compromettendo drasticamente la qualità della vita. Obiettivo: L'indagine ha lo scopo di analizzare e confrontare due gruppi di soggetti affetti da patologia cronica (malattie infiammatorie intestinali e reumatiche), in termini di livello d’ansia, aderenza alla terapia e limitazione all'attività lavorativa, con la finalità di attuare un'assistenza adeguata in virtù dei bisogni del paziente. Metodi: Lo studio è osservazionale prospettico, su campione costituito da soggetti con malattie infiammatorie intestinali (Morbo di Crohn e Colite Ulcerosa) e reumatiche (Artrite Reumatoide e Spondilite Anchilosante), di età superiore a 18 anni e in terapia con farmaci biologici. Gli strumenti d’indagine utilizzati sono: scheda dei dati sociodemografici, questionario per l'attività di malattia (MTWSI, HBI, DAS-28 PCR, ASDAS), scala STAI per lo stato ansioso, MMAS-8 per l'aderenza alla terapia e WPAI per la produttività al lavoro e lo svolgimento delle attività quotidiane. Risultati: Il campione è composto da 295 pazienti: 194 affetti da IBD e 101 da malattia reumatica. I malati reumatici manifestano un maggior livello d'ansia e di media aderenza alla terapia rispetto a quelli affetti da IBD; inoltre risultano essere più limitati nello svolgere le attività di vita quotidiana. La condizione di lavoratore sembra influire negativamente sul livello ansiogeno e l'aderenza alla terapia. Conclusioni: I pazienti affetti da patologia intestinale e reumatica cronica richiedono interventi assistenziali personalizzati volti non solo alla sfera clinico-sanitaria ma anche a quella psico-emotiva e sociale. L'infermiere riconosce disagi e bisogni del malato, e lo orienta durante tutte le diverse fasi della malattia. Il fine ultimo è quello di promuovere e sviluppare capacità di autocura (self-care) per migliorare il benessere generale e la qualità di vita. Il Chronic Care Model (CCM), come modello teorico di riferimento e la figura dell'infermiere case-manager (ICM), come gestore dell'assistenza, possono essere efficaci per interpretare e potenziare la presa in carico di tali pazienti.

Tipologia del documento:Laurea triennale
Corsi di Laurea Triennale:Scuola di Medicina e Chirurgia > Infermieristica
Settori scientifico-disciplinari del MIUR:Area 06 - Scienze mediche > MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche
Codice ID:51193
Relatore:Andrigo, Margherita
Data della tesi:23 Novembre 2015
Biblioteca:Polo Medico > Biblioteca Medica "V.Pinali" - Sezione Moderna
Tipo di fruizione per il documento:on-line per i full-text
Tesi sperimentale (Si) o compilativa (No)?:Sì

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