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JISC

Accesso aperto

Nota informativa - aprile 2005

Internet ha fornito ai ricercatori i mezzi per rendere pubblici i risultati della loro ricerca a chiunque, in qualsiasi momento e in qualsiasi sede. Questo vale sia per gli articoli delle riviste scientifiche, indipendentemente dal fatto che la loro biblioteca sia abbonata alla rivista in cui sono pubblicati gli articoli, che per altri tipi di comunicazioni scientifiche, come relazioni di congressi, tesi o relazioni di ricerca. Questo è il processo conosciuto come Accesso Aperto (Open Access).

I ricercatori pubblicano i loro risultati per rivendicare il proprio status di autori della ricerca e per permettere che altri ricercatori la utilizzino a loro volta per le proprie ricerche. Nel caso delle riviste scientifiche, solo le istituzioni più ricche possono permettersi una quantità sufficiente di abbonamenti alle pubblicazioni accademiche, quindi l'accesso e la consultazione di questi articoli non è sempre facile per la maggioranza dei ricercatori. L'Accesso Aperto presume un cambiamento di questa situazione.

Che cos'è l'Accesso Aperto

La letteratura accademica ad Accesso Aperto consta di copie gratuite, pubblicate in internet, di articoli sottoposti a peer-review e di relazioni di congressi, oltre che di comunicati tecnici, tesi e working papers. Nella maggioranza dei casi non si impongono limitazioni di licenze per la consultazione da parte dei lettori. Di conseguenza, i materiali possono essere utilizzati liberamente per la ricerca, la didattica o altri scopi.

Che cosa non è l'Accesso Aperto

Ci sono vari equivoci sull'Accesso Aperto. Non si tratta di un'edizione a spese dell'autore, né di un modo per evitare la peer-review (revisione dei pari) e la pubblicazione, né di un modo di pubblicare più economico, di seconda classe. Si tratta semplicemente di un modo per mettere a disposizione di tutta la comunità accademica i risultati della ricerca, in via gratuita, in rete.

Come si fornisce l'Accesso Aperto

L'Accesso Aperto si può fornire in molti modi. Il ricercatore può collocare una copia degli articoli in un archivio o deposito ad Accesso Aperto oppure pubblicarli su riviste ad Accesso Aperto. Inoltre, i ricercatori possono inserire una copia di tutti gli articoli in una pagina web personale o del loro dipartimento. Tutti e tre i modi garantiscono che aumenti il numero di utenti che possono consultare gli articoli rispetto a quando essi restano nascosti nelle pubblicazioni in abbonamento; però i primi due rappresentano un metodo sistematico e molto più organizzato rispetto al terzo e aumentano le possibilità che altri ricercatori trovino e leggano gli articoli.

Gli archivi o depositi ad Accesso Aperto sono collezioni digitali di articoli di ricerca depositati dai loro stessi autori. Nel caso degli articoli accademici, il deposito può avvenire prima della pubblicazione (preprints) o dopo (postprints). Questo processo è detto auto-archiviazione (self-archiving). I depositi espongono i metadati degli articoli (il titolo, gli autori, e altri particolari bibliografici) in un formato che rispetta il protocollo comune di trasmissione di metadati conosciuto come OAIPMH (Open Access Archives Initiative Protocol for Metadata Harvesting). Per consultare il contenuto di quegli archivi, si può usare Google o uno dei motori di ricerca specializzati per realizzare una ricerca più mirata ed efficace; questi ultimi raccolgono metadati in modo sistematico dagli archivi di tutto il mondo, formando una base dati di tutta la ricerca in corso in quel momento. I depositi ad Accesso Aperto possono essere multidisciplinari ed essere situati in università o altre istituzioni di ricerca, oppure possono essere centralizzati e specializzati in una materia, come quello che copre alcuni settori della fisica e delle discipline affini, che si chiama ArXiv. All'inizio del 2005 nel Regno Unito c'erano già quasi 40 archivi ad Accesso aperto e altre università ed enti di ricerca hanno in programma di crearne entro breve. Nella pagina Eprints.org dell'Università di Southampton viene conservato un elenco degli archivi ad Accesso Aperto. Se la vostra istituzione non dispone di un archivio, il loro sito contiene informazioni dettagliate su come avviarne uno. L'auto-archiviazione è un movimento internazionale in rapida crescita e alcuni enti finanziatori stanno persino programmando di introdurre archivi centrali per accogliere gli articoli dei loro ricercatori.

Se temete che la casa editrice della vostra rivista possa attuare restrizioni che vi impediscano di auto-archiviare gli articoli che scrivete, sappiate che nella maggioranza dei casi non è così. La pagina web del Progetto SHERPA, dell' Università di Nottingham, contiene dettagli sulle attuali politiche di copyright in merito all'auto-archiviazione dei più importanti editori scientifici.

Le riviste ad Accesso aperto sono pubblicazioni sottoposte a peer-review (revisione dei pari) i cui articoli possono essere consultati da chiunque in modo gratuito su internet. In molti casi sono pubblicati anche in formato cartaceo e alcuni, soprattutto quelli pubblicati dal dipartimento di un'università oppure che usufruiscono di sovvenzioni significative, non chiedono contributi agli autori né a pagina. Altre chiedono il pagamento di una somma per pubblicare un articolo, invertendo il modello tradizionale secondo il quale la biblioteca paga per accedere ai contenuti della rivista mediante l'acquisto di un abbonamento. Questa tariffa può essere coperta dall'autore/i, però nella maggioranza dei casi viene coperta da fondi di ricerca o finanziamenti istituzionali. E' possibile che il vostro ente abbia già deciso di finanziare la pubblicazione di articoli ad Accesso Aperto, oppure chi vi ha assegnato il finanziamento di ricerca può aver adottato questo sistema come propria normativa. Sulla pagina web BioMed Central figura un elenco delle istituzioni erogatrici di finanziamenti che permettono esplicitamente di destinare una parte delle sovvenzioni a questi scopi. BioMed Central è un noto editore ad Accesso Aperto che annovera più di 100 riviste scientifiche. Altri esempi sono le riviste della Public Library of Science, come PLoS Medicine e PLoS Biology. Nel caso in cui l'autore abbia difficoltà economiche, BioMed Central, PLoS e altri editori ad Accesso Aperto di solito lo esentano dalle tariffe di pubblicazione, che variano in modo notevole, benché, a titolo indicativo, è opportuno segnalare che BioMed Central chiede 330 sterline (465) per la maggior parte delle sue pubblicazioni e PLoS chiede 1500 dollari (circas 1200). Nel 2003, il JISC ha firmato un accordo con BioMed Central a nome delle istituzioni britanniche per esentare gli autori dal pagamento di queste tariffe in più di 90 riviste biomediche.

L'Università di Lund tiene aggiornato un elenco completo di tutte le pubblicazioni ad Accesso Aperto di tutte le discipline. All'inizio del 2005 l'elenco conteneva più di 1400 riviste, molte delle quali godono di impact factor e vengono indicizzate dall'Institute for Scientific Information, nel servizio Web of Knowledge/Web of Science. Nel giugno 2004 c'erano 239 riviste ad Accesso Aperto in questa categoría.

Un'altra forma ad Accesso Aperto si riferisce alle riviste ibride: si tratta di pubblicazioni che rendono accessibile gratuitamente un articolo a chiunque da internet, ammesso che l'autore paghi la pubblicazione. Un esempio di rivista ibrida è il Proceedings of the National Academy of Sciences, che renderà ad Accesso Aperto gli articoli previo pagamento di una tariffa di 1000 dollari.

Perché gli autori devono facilitare l'Accesso Aperto alle proprie opere ?

Ci sono prove sempre più numerose del fatto che gli articoli auto-archiviati in Accesso Aperto vengono citati più volte di quelli che non lo sono. Nella maggior parte dei settori scientifici si osserva un aumento delle citazioni di almeno il doppio, mentre in altre discipline l'aumento è persino maggiore. Questa formula ad Accesso Aperto implica che la ricerca ha un impatto di gran lunga maggiore di prima. Inoltre, il ciclo della ricerca (nel quale un'opera viene pubblicata, letta, citata e costituisce la base di nuovi studi) si migliora e si accelera quando i risultati sono disponibili in Accesso Aperto. Non preferireste anche voi di poter consultare facilmente e senza limitazioni tutti gli articoli che dovete leggere e utilizzare per la vostra ricerca?

L'autrice di questo articolo è Alma Swan di Key Perspectives Ltd., per conto del JISC. L'articolo è stato sviluppato e rivisto da Sara Hassen e dal JISC Communication Team.

Si possono consultare altri formati della nota informativa all'indirizzo:

http://www.jisc.ac.uk/publications

Traduzione italiana di Anna Mioni, Università di Padova - Italy

Revisione italiana di Antonella De Robbio, CAB Centro di Ateneo per le Biblioteche, Università di Padova - Italy


Altre informazioni e risorse

Iniziative di Accesso aperto del JISC

Il Programma Fair sta valutando e studiando diversi meccanismi per l'accesso condiviso alle risorse istituzionali: http://www.jisc.ac.uk/programme_fair.html

I progetti DAEDALUS e TARDis stanno studiando diversi modelli di costruzione di archivi istituzionali efficaci: http://www.lib.gla.ac.uk/daedalus e http://tardis.eprints.org

Il progetto ePrints UK sta creando servizi nazionali e incentrati su discipline specifiche per la consultazione di e-prints da depositi ad Accesso aperto: http://www.rdn.ac.uk/projects/eprints-uk

Archivi ad Accesso aperto e auto-archiviazione

La pagina di Eprints.org contiene informazioni generali sugli archivi ad Accesso aperto, con una lista degli archivi esistenti e una guida per elaborarne uno: http://www.eprints.org

I motori di ricerca ad Accesso aperto più conosciuti sono:

OAlster http://www.oaister.org e Citebase http://citebase.eprints.org/cgi-bin/search

Il Progetto SHERPA sta sviluppando archivi ad Accesso aperto in tutta una serie di università: http://www.sherpa.ac.uk

Le case editrici possono consultare le normative sulle politiche riguardo alle autorizzazioni ordinate per editore su: http://www.sherpa.ac.uk/romeo.php e ordinate per rivista in http://romeo.eprints.org

La Directory of Open Access repositories è un servizio nuovo che offre un elenco autorevole di depositi ad Accesso aperto: http://www.opendoar.org

Riviste ad Accesso aperto

Si trovano ulteriori informazioni su BioMed Central, il maggiore editore scientifico ad Accesso aperto, su: http://www.biomedcentral.com

L'elenco di enti erogatori di borse di studio che destinano sovvenzioni al pagamento delle tariffe di pubblicazione si può consultare qui:

http://www.biomedcentral.com/info/about/apcfaq#grants

La Public Library of Sciences: http://www.plos.org

Si può consultare un elenco aggiornato delle riviste ad Accesso aperto su: http://www.doaj.org

Studi sull'impatto e la citazione dell'accesso aperto

Il primo studio dell'aumento dell'impatto delle pubblicazioni ad Accesso aperto è stato realizzato da Steve Lawrence: Studio

Hanno fatto seguito gli studi di Michael Kurtz: http://cfa-www.harvard.edu/~kurtz/jasist1-abstract.html e http://cfa-www.harvard.edu/~kurtz/jasist2-abstract.html

Il lavoro più recente sull'impatto degli articoli ad Accesso aperto è di Harnad e Brody: http://www.dlib.org/dlib/june04/harnad/06harnad.html

Altri risorse ad Accesso aperto

http://www.arl.org/sparc

http://www.arl.org/sparc/soa/#forum

Forum di discussione dell'American Scientist (soprattutto per ricercatori): Forum Amsci

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