Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione | Spostati sulla ricerca | Vai al menu | Contatti | Accessibilità

Cosa puoi fare per promuovere l'Open Access

Sezioni:

Università

Docenti e ricercatori

  • Sottoponi i tuoi articoli di ricerca a riviste OA, se ce ne sono di appropriate nel tuo campo.
    • Per trovare riviste OA sottoposte a peer-review nel tuo campo, vedi la Directory of Open Access Journals (link).
  • Deposita i tuoi preprints (articoli o bozze in attesa di essere valutati da una rivista) in un Archivio ad Accesso Aperto OAI-compatibile.
    • L'Università dispone di questo archivio, chiedi consiglio e supporto allo staff (link)
  • Deposita i tuoi postprints (articoli già valutati o pubblicati su una rivista) in un Archivio ad Accesso Aperto OAI-compatibile.
    • Il "postprint" è la versione accettata dal processo di "peer-review" di una rivista, spesso dopo alcune revisioni.
    • Se hai consegnato il copyright al tuo editore, allora l'archiviazione del postprint richiede il permesso della rivista. Per le politiche editoriali riguardanti il copyright e l'auto-archiviazione, vedi il database del Progetto Sherpa (link)
    • Se non hai ancora contrattato la cessione del copyright con il tuo editore, allora chiedi di poter trattenere il copyright (vedi i dettagli più sotto).
      • Se l'editore non accetta di lasciarti il copyright, chiedi di lasciarti almeno il diritto di archiviare il postprint.
    • Se hai già consegnato il copyright al tuo editore e l'editore non consente di archiviare il postprint, allora puoi limitarti a depositare un abstract dell'articolo corredato degli opportuni metadati. Questo permetterà ai ricercatori di venire a conoscenza dell'esistenza dell'articolo quando effettuano ricerche, e possono chiedertene una copia per posta elettronica.
      • In molti casi puoi anche limitarti a inserire nell'archivio il full-text scegliendo un'opzione di "accesso istituzionale" invece che "accesso aperto". Questo renderà l'articolo disponibile almeno ai tuoi colleghi e studenti. Inoltre, nel caso in cui l'editore consenta la pubblicazione open-access dell'articolo dopo un periodo di "embargo" di sei mesi, in questo modo sarà più rapido trasformare l'articolo da "accesso istituzionale" ad "accesso aperto".
    • Il principale beneficio dell'archiviare i postprint è quello di raggiungere un pubblico molto più vasto di quanto si raggiungerebbe con una qualsiasi pubblicazione a pagamento (sia a stampa, sia on-line). Raggiungere un pubblico più ampio accresce la disseminazione della ricerca, e innalza il conto delle citazioni. Molti studi (link) confermano che gli articoli Open Access sono citati molto più spesso degli articoli non Open Access (dal 50 al 300 % di citazioni in più).
    • Molte riviste tradizionali consentono l'archiviazione di postprint. L'auto-archiviazione in un Deposito Open Access è compatibile con la pubblicazione su riviste tradizionali. Le due cose non si escludono a vicenda - al contrario.
    • L'auto-archiviazione, ossia il processo di deposito in un Archivio Open Access, richiede, in media, dai 6 ai 10 minuti.
  • Quando un collega ti chiede di inviargli una copia dei tuoi articoli, archiviali on-line sul Deposito Istituzionale del tuo Ateneo (o su un deposito disciplinare) invece che inviarli direttamente per posta elettronica.
    • L'auto-archiviazione impiega lo stesso tempo che impiegheresti a inviare un articolo per e-mail; ma invece che renderlo disponibile a un singolo collega, e dover così ripetere l'operazione molte volte per inviarlo a più colleghi, rendi l'articolo disponibile a tutti attraverso un'unica rapida operazione.
  • Chiedi alle riviste di lasciarti i diritti di cui hai bisogno per consentire l'accesso aperto.
    • Quando puoi, accordati per 1) tenere il copyright e concedere il diritto solo della prima pubblicazione, o 2) concedere il copyright ma tenere il diritto di archiviare il postprint.
    • Molti periodici non-open access chiedono agli autori di lasciare il copyright, ma molti si dimostrano molto flessibili quando gli viene chiesto di tenerlo. Anche quando le riviste si rifiutano di rilasciarti il copyright, è importante che sappiano che ci sono autori che vogliono che l'editore cambi queste policies.
    • Vedi Lawrence Lessig: "Da questo momento mi dedico alla causa Open Access: non accetterò di pubblicare in nessun periodico accademico che non mi permetta perlomeno una licenza di attribuzione non-commerciale Creative Commons."
  • Considera l'idea di fondare una rivista Open Access per la tua area di specializzazione.
    • Vedi la Guida alla progettazione di una nuova rivista Open Access (link) a cura della Budapest Open Access Initiative.
    • Vedi la lista di software dedicati all'amministrazione di un periodico Open Access (link) a cura di SPARC.
  • Quando ti viene chiesto di valutare un articolo o di partecipare all'editoriale di una rivista Open Access, accetta l'invito.
  • Quando ti viene chiesto di valutare un articolo o di partecipare all'editoriale di una rivista a pagamento, considera l'idea di declinare l'invito, spiegando le ragioni.
    • I docenti e i ricercatori non hanno bisogno di donare il loro tempo e lavoro a riviste che chiudono i loro contenuti dietro a barriere d'accesso. Le università dovrebbero supportare il personale che prende queste decisioni. Gli accademici non devono boicottare l'editoria a pagamento, ma non sono nemmeno tenuti a essere i suoi assistenti.
  • Chiedi alla rivista in cui hai qualche influenza (come editore, come revisore, come autore) di fare di più per supportare l'Open Access.
  • Lavora con la tua Amministrazione affinché vengano adottate delle politiche universitarie che promuovano l'Open Access.
    • La cosa più importante è spingere l'Ateneo a creare un Deposito Istituzionale ad Accesso Aperto, se non ne ha già uno, e offrire incentivi al personale che lo utilizza archiviando il proprio materiale di ricerca.
  • Lavora con i tuoi colleghi per accertarti che conoscano e comprendano l'Open Access. Suggerisci alle organizzazioni scientifiche di cui fai parte di creare riviste Open Access, e supporta e incoraggia l'auto-archiviazione negli Open-Archives.
    • Se un'organizzazione scientifica vuole aprire un Archivio Disciplinare, chiedi al tuo Ateneo di ospitarlo (come nel caso di ArXiv che è ospitato dalla Cornell University, per esempio).
  • Tieniti aggiornato circa il movimento Open Access. Vedi le "Open Access News" (link)
  • Educa le nuove generazioni di scienziati, accademici, ricercatori e studenti circa l'importanza dell'Open Access.
    • Assicurati che i ricercatori (non solo i giovani, ma anche i più anziani!) capiscano che l'Open Access li riguarda da vicino, e che comprendano l'interesse che ne possono ricavare: Accesso Aperto significa maggior diffusione della loro ricerca.
    • Non lasciare che circolino falsi miti circa l'Open Access (per esempio che l'Open Access toglie posti di lavoro, o che viola il copyright, ecc.)

Bibliotecari

  • Apri un Deposito Istituzionale ad Accesso Aperto OAI-compatibile.
    • L'Università dispone di questo archivio, chiedi consiglio e supporto allo staff (link)
    • La ragione principale per un Ateneo di avere un deposito istituzionale è di aumentare la visibilità, la reperibilità e la diffusione della produzione di ricerca dell'Università stessa. Ciò aumenterà il profilo della ricerca, dei ricercatori e dell'istituzione stessa.
    • "OAI-compatibile" significa che l'archivio è compatibile con il protocollo di harvesting di metadati della Open Archives Initiative (OAI). Questo rende l'archivio interoperabile con altri archivi OAI-compatibili, in modo che molti archivi distinti possono comportarsi come un unico grande archivio. Questo siginifica che gli utenti possono ricercare attraverso archivi OAI-compatibili senza visitare uno per uno gli archivi distinti attraverso ricerche separate. Quindi il contenuto del Deposito Istituzionale diventa più visibile, anche se gli utenti non sanno che esiste, o che cosa contiene.
  • Aiuta i docenti e i ricercatori a depositare i loro articoli di ricerca nel Deposito Istituzionale.
    • Molti ricercatori sono più che disposti ad archiviare, ma semplicemente non hanno il tempo di occuparsene. Alcuni possono avere poca dimestichezza o addirittura "fobia" verso il mezzo informatico. Alcuni hanno bisogno di chiarezza riguardo ai vantaggi dell'Open Access.
    • Per esempio, alcune biblioteche universitarie hanno personale dedicato che visita i ricercatori ufficio per ufficio per aiutarli a depositare copie dei loro articoli nei depositi istituzionali; la biblioteca dell'Università di St. Andrew, in Scozia, chiede ai ricercatori di spedire i loro articoli come allegati di posta elettronica, ed è il personale bibliotecario a occuparsi dell'archiviazione nel deposito.
  • Considera di cancellare gli abbonamenti a riviste che non giustificano i loro prezzi elevati, ed esponi un documento ufficiale che spieghi la ragione.
    • Fornisci documentazione e presentazioni al senato accademico, al presidente della biblioteca o ai dipartimenti per spiegare al corpo accademico e agli amministratori il problema della crisi dei prezzi dei periodici scientifici e come l'Open Access possa essere una soluzione al problema. Avrai bisogno di un supporto dai docenti e dagli amministratori per questo.
  • Includi le rivisite Open Access nel catalogo delle biblioteche.
  • Aderisci a SPARC, Scholarly Publishing & Academic Resources Coalition, (link), un consorzio di biblioteche universitarie che promuove attivamente l'Open Access.

Amministratori

  • Adotta politiche per esortare i ricercatori ad alimentare il Deposito Istituzionale con i loro articoli di ricerca e i preprints.
    • Segui le raccomandazioni della Dichiarazione di Berlino (link): "pretendi che i tuoi ricercatori depositino una copia del loro lavoro di ricerca in un deposito Open Access" e "incoraggia i tuoi ricercatori a pubblicare i loro articoli di ricerca in riviste Open Access dove esistono, e fornisci loro il supporto necessario affinché questo possa accadere".
    • Se l'Ateneo installa un Deposito Istituzionale della produzione di ricerca, firma il Registro delle politiche istituzionali per l'auto-archiviazione. Vedi gli istituti che hanno già firmato e quali sono le loro politiche di accesso: (link).
    • Vedi gli esempi di politica della Queensland University of Technology (link), della Universidade do Minho (link), della Southampton University (link).
    • Vedi le note su "sviluppare una politica" dal manuale di Eprints (link).
    • Molte università hanno depositi istituzionali, ma non fanno nulla per popolarli. I ricercatori che comprendono la questione sono già incentivati a depositare i loro articoli. Ma l'Ateneo dovrebbe creare incentivi e offrire assistenza a coloro che non hanno ancora compreso gli aspetti della questione, o a coloro che hanno difficoltà (tecniche o di tempo) a depositare i loro lavori.
  • Adotta questa politica: tutte le tesi e le dissertazioni, dietro al consenso dell'autore, devono essere rese accessibili in un Deposito Istituzionale.
  • Adotta questa politica: tutte le conferenze ospitate dal tuo Ateneo avranno le presentazioni, gli atti e i paper disponibili ad accesso aperto, anche se la conferenza sceglierà anche di pubblicare gli atti in un libro o su un periodico a pagamento.
  • Adotta questa politica: tutte le riviste pubblicate o ospitate presso il tuo Ateneo saranno Open Access, o faranno i passi necessari per avvicinarsi al modello Open Access o essere perlomeno "più amichevoli" (adottando, per es., politiche "verdi" riguardo i diritti d'autore, vedi link).
  • Supporta, o addirittura premia, accademici che fondano riviste Open Access.
  • Se il tuo Ateneo usa DSpace come software di archiviazione, considera l'idea di entrare a far parte della DSpace federation (link).
  • Firma la Budapest Open Access Initiative e/o firma la Dichiarazione di Berlino sull'Accesso Aperto alla Conoscenza.

Studenti

  •  In quanto ricercatori del futuro, portate con voi le vostre aspettative mutate. I ricercatori potranno finalmente trarre vantaggi da Internet nella comunicazione accademica quando una generazione cresciuta con internet occuperà posti di responsabilità in atenei, laboratori, biblioteche, fondazioni, riviste, editori, società culturali, enti di ricerca e agenzie di finanziamento governative e corpi legislativi.
  •  In quanto utenti esperti, aiutate i docenti, per esempio archiviando per loro i loro articoli oppure indicando loro importanti risorse di OA.
    •  Si veda questo articolo del gennaio 2004 sugli studenti che insegnano a usare il computer ai docenti nel Vermont e nel South Dakota.
  •  In quanto programmatori, sviluppate strumenti open-source per l'accesso aperto.
  •  Prendete parte al movimento Free Culture, guidato dagli studenti. Fate in modo che nei programmi di discussione ci sia sempre spazio per il libero accesso alle pubblicazioni accademiche, oltre che ai programmi open-source, alla riforma del copyright e altri temi riguardanti la cultura gratuita.
  •  Vedete la lista del MIT sui possibili contributi che possono dare gli studenti all'accesso aperto.

Università: altro

  •  Usate l'infrastruttura di accesso aperto del vostro ateneo come una modalità alternativa di offrire un accesso allargato alla comunità. Per esempio, invitate gruppi della comunità a usare l'archivio di accesso aperto dell'ateneo. L'ateneo potrebbe offrirsi di digitalizzare, ospitare e conservare contenuti per alcune ONLUS della zona.
  •  Gli atenei pubblici dovrebbero spiegare ai cittadini della loro regione, ai legislatori e ai quotidiani perché le loro nuove politiche di accesso aperto massimizzano gli utili delle tasse, e il modo in cui collocano l'università tra le avanguardie delle istituzioni più illuminate. Le istituzioni private possono usare le stesse argomentazioni con i finanziatori, i genitori e gli studenti.
  •  Se un ateneo adotta un progetto sistematico per promuovere l'accesso aperto, tramite i docenti, i bibliotecari e il personale amministrativo, allora dovrebbe lanciare un sito internet centralizzato per il progetto, e forse anche un bollettino elettronico per spiegarne i vari aspetti, tenerne sott'occhio i progressi, pubblicizzarne i fondamenti logici e segnalare gli elementi che entreranno in gioco in futuro.
    •  Per chi si preoccupa di come si può finanziare un progetto così grandioso: la maggior parte delle fasi del progetto non comportano costi o si traducono in risparmi netti. Molti altri porteranno ondate di buona pubblicità, che sarà d'aiuto ai profitti. Aumentando il reclutamento di studenti e gli utili, i finanziamenti da parte di privati o la fedeltà degli ex-studenti nelle donazioni. Tutte le fasi promuovono direttamente la missione che ha l'università di condividere, conservare e ampliare il sapere.

Riviste e editori

  •  Lasciate che gli autori trattengano per sé i diritti d'autore. Chiedete loro solo i diritti della prima edizione e della pubblicazione elettronica.
  •  Lasciate che gli autori archivino sia i loro preprints che i loro postprints.
    •  Vedete quanti editori di riviste lo fanno già.
    •  Permettere agli autori di archiviare i loro preprints in realtà significa abbandonare la regola di Ingelfinger; vedete l'approfondimento più sotto. Dato che di solito gli autori sono i detentori dei diritti al momento di archiviare i preprints, le riviste non hanno alcun diritto di bloccarli, ma solo il diritto di rifiutarsi di prendere in considerazione gli articoli che sono già circolati sotto forma di preprints: è questo che dovrebbero riprendere in esame. Permettere agli autori di archiviare i postprints è possibile solo se la rivista chiede agli autori di trasferire alla rivista stessa i diritti d'autore del postprints.
    •  Permettere queste forme di accesso aperto non è un sacrificio o una concessione agli autori e ai lettori. Vi dà un vantaggio competitivo nell'attrarre contributi rispetto alle riviste che non le permettono.
  •  Fate sperimentazioni con l'accesso aperto
    •  Per esempio, una rivista può offrire agli autori la scelta tra accesso aperto e pubblicazione tradizionale. Gli autori che scelgono l'accesso aperto devono anticipare una tassa di pubblicazione per coprire i costi della rivista nel vagliare e preparare l'articolo. Questo metodo è stato descritto per la prima volta da Thomas Walker (qui) e in seguito perfezionato da David Prosser (qui).
    •  Fate sperimentazioni con la pubblicità, con integrazioni a pagamento e servizi ausiliari per generare le entrate necessarie a coprire le spese, in modo da poter offrire l'OA a sempre più full-text di articoli accademici.
    •  Se integrate i testi sostanziali dei vostri autori con integrazioni costose, prendete in considerazione la possibilità di offrire l'OA per i testi sostanziali e di far pagare solo l'accesso all'edizione integrata.
    •  Se non potete offrire l'OA immediato agli articoli in full-text, considerate la possibilità di offrire l'OA dopo un piccolo periodo di fermo.
  •  Riducete i vostri costi usando programmi di gestione delle riviste in open-source, come Open Journal Systems o DPubS, o servizi di alta qualità a basso costo come ICAAP.
  •  Se usate ancora la regola di Ingelfinger (una strategia che sceglie di non accettare papers che siano stati pubblicati o pubblicizzati in precedenza), allora modificatela per permettere di archiviare i preprints.
    •  Se accettate papers i cui preprints sono già circolati in rete, dichiaratelo esplicitamente sul vostro sito. Molti ricercatori sono disincentivati dall'archiviare i loro preprints per paure infondate sulla regola di Ingelfinger.
  •  Quali che siano le vostre politiche di accesso, pubblicatele sul vostro sito web e tenetele aggiornate.
    •  Consultate il mio elenco di quali sono i punti delle vostre politiche che è più utile rendere pubblici.
    •  Sia le riviste OA che quelle non OA dovrebbero compiere questo passo per aiutare i potenziali autori, lettori e abbonati.
  •  Sinceratevi che le politiche sul diritto d'autore e sull'archiviazione della vostra rivista siano elencate accuratamente nel Project SHERPA.
  •  Prendete in considerazione la possibilità di consentire il libero accesso in rete ai metadati del vostro articolo, anche se non siete disposti a fornire l'accesso in rete gratuito all'articolo stesso.
    •  Se i metadati si possono raccogliere sotto il protocollo OAI, allora i vostri articoli saranno documenti più facili da rilevare, da scoprire e su cui effettuare ricerche. Leggete il case study su come la Inderscience, un editore di media grandezza che pubblica a pagamento articoli di ingegneria e di economia, ha creato un archivio che rispetta gli standard OAI per esporre i metadati sulle sue pubblicazioni. La Inderscience ha deciso che i metodi di OAI per condividere i metadati erano più efficaci e meno costosi del marketing tradizionale.
    •  Gli editori di monografie dovrebbero prendere in considerazione una strategia simile.
  •  Se non avete già digitalizzato i vostri numeri arretrati, partecipate al programma di digitalizzazione PubMed Central Back Issue Digitization, nel quale è compreso un accesso in rete gratuito, ospitato da PubMedCentral, agli arretrati appena digitalizzati.
  •  Sinceratevi che le vostre pubblicazioni (OA e non OA) vengano indicizzate da Google Scholar. Se vedete che non le contiene tutte, contattateli.
  •  Se state prendendo in considerazione il modello di gestione economica di OA, allora consultate la Guide to Business Planning for Converting a Subscription-based Journal to Open Access della BOAI:
  •  Revisori di riviste: se il vostro editore resiste ai vostri sforzi per fargli abbassare il prezzo della rivista, rivedere le sue politiche sul diritto d'autore e l'archiviazione e iniziare a sperimentare con gli OA, allora prendete in considerazione la possibilità di cambiare editore.
  •  Se la vostra rivista è già peer-reviewed e ad accesso aperto, allora:
    •  Depositate gli articoli che accettate in un archivio che rispetti gli standard della OAI. Questa fonte aggiuntiva per gli articoli che pubblicate assicura agli autori e ai lettori che gli articoli rimarranno ad accesso libero anche se la vostra rivista cessa, se il controllo passa ad altri o se cambiano le politiche di accesso. Per esempio, sia BMC che PLoS depositano tutti i loro articoli pubblicati in PubMed Central.
    •  Sinceratevi di essere presenti nell'elenco della Directory of Open Access Journals.
    •  Sinceratevi che i vostri articoli siano indicizzati da Google Scholar.
    •  Condividete i vostri dati amministrativi con i ricercatori che studiano il modello amministrativo per le riviste ad accesso aperto. Se avete profitti economici, i vostri dati aiuteranno a documentare la capacità di produrre profitti del progetto, e convinceranno gli editori scettici a sperimentare l'accesso aperto.
    •  Consultate l'articolo Getting your journal indexed della SPARC.
    •  L'esperienza della Public Library of Science potrebbe esservi utile. Consultate la sua guida, Publishing Open-Access Journals, uscita originariamente nel febbraio 2004, ma in aggiornamento costante.

Società culturali

  •  Se pubblicate una rivista, prendete in considerazione l'ipotesi di farla diventare ad accesso aperto.
  •  Adottate come linea di condotta che tutte le conferenze promosse dalla vostra società forniscano l'accesso aperto ai loro atti, anche se scegliete di pubblicarli in una rivista o volume a pagamento. Vedere i particolari al paragrafo Università qui sopra.
  •  Incoraggiate i vostri membri ad archiviare i loro preprints e postprints in archivi ad accesso aperto conformi agli standard OAI.
  •  Appoggiate l'accesso aperto per tutte le riviste, le tesi e gli atti delle conferenze nel vostro campo disciplinare. Vedete le dichiarazioni di intenti già pubblicate da altre società culturali e organizzazioni professionali.
  •  Curate e aggiornate una lista dettagliata delle risorse ad accesso aperto nel vostro campo. Le società culturali hanno più credibilità e più risorse degli individui che tendono a prendere l'iniziativa di mantenere aggiornate guide del genere.

Fondazioni

Mettete un vincolo all'accesso aperto nelle borse di ricerca. Accettando una borsa, il borsista si impegna a fornire l'accesso aperto a qualsiasi pubblicazione sia il prodotto della ricerca finanziata.

  •  Le condizioni possono contemplare eccezioni sensate, p.es. documenti militari segreti, invenzioni brevettabili e lavori che hanno lo scopo di generare profitti.
    •  Le condizioni devono permettere ai beneficiari un'ampia scelta di metodi per fornire l'accesso aperto. In particolare, dovrebbe offrire ai borsisti la scelta tra archivi ad accesso aperto e riviste ad accesso aperto. Quando i borsisti scelgono gli archivi ad accesso aperto, dovrebbe essergli concesso di depositare la propria opera in qualsiasi archivio ad accesso aperto che soddisfi certe condizioni di accessibilità, interoperabilità e conservazione nel lungo termine. La condizione di interoperabilità si potrebbe soddisfare rispettando il protocollo di raccolta dei metadati della Open Archives Initiative. Per soddisfare queste condizioni non è necessario che gli archivi siano ospitati dalla fondazione o dall'ente finanziatore: per esempio potrebbero essere ospitati e tenuti in ordine dalle università.
    •  Per una possibile spiegazione dettagliata di una linea di condotta del genere, consultate la mia Model Open-Access Policy for Foundation Research Grants. Non ho la presunzione che le fondazioni la possano adottare così com'è. Però si tratta di un tentativo di immaginare le difficoltà pratiche di introdurre delle condizioni riguardanti l'accesso aperto nel campo delle borse di studio per ricercatori, e offre delle condizioni contrattuali che tengono conto di queste difficoltà. Se le mie soluzioni a questi problemi non si adattano a una fondazione in particolare, quantomeno spero che le mie note riescano ad identificare alcuni dei suoi problemi e ad aiutare l'ente a risparmiare tempo nelle sue decisioni.
    •  Secondo la Relazione sull'indagine sui collaboratori delle riviste a cura del JISC/OSI (JISC/OSI Journal Authors Survey Report, febbraio 2004, pp. 56-57), quando agli autori viene chiesto come si sentirebbero se il loro datore di lavoro o il loro finanziatore gli chiedesse di depositare delle copie dei loro articoli pubblicati in uno o più depositi [ad accesso aperto] la stragrande maggioranza di essi, anche quelli appartenenti al gruppo di autori che non hanno articoli ad accesso aperto, dicono che lo farebbero di propria spontanea volontà. (il corsivo è nell'originale)
  •  Quando il destinatario di una borsa di studio pubblica i risultati di una ricerca finanziata su una rivista ad accesso aperto che fa pagare una tassa di pubblicazione, offritevi di pagare voi la tassa. Considerate il costo della diffusione ad accesso aperto come parte integrante del costo della ricerca.
    •  Ipotesi ideale: incoraggiate i titolari di borsa di studio a sottoporre le loro opere alle riviste ad accesso aperto quando ce ne sono di adatte nel loro campo di ricerca.
    •  Ipotesi ideale: stanziate alcuni fondi delle borse di studio per pagare la tassa di pubblicazione delle riviste ad accesso aperto. Così i titolari di borsa di studio non dovranno diminuire i propri fondi di ricerca per pagare la tassa.
  •  Donate borse di studio agli atenei per aiutare a creare archivi di eprint istituzionali e per fornire il sostegno necessario a riempirli e mantenerli in efficienza.
  •  Donate borse di studio a singoli ricercatori per coprire la tassa di pubblicazione richiesta dalle riviste ad accesso aperto.
  •  Donate borse di studio alle nuove riviste ad accesso aperto per aiutarle a lanciarsi e a consolidarsi. Donate borse di studio a comitati editoriali di recente formazione che vogliono inaugurare nuove riviste ad accesso aperto.
  •  Donate borse di studio a riviste ad accesso aperto per coprire i costi della tassa di pubblicazione agli autori che non possono permettersi di pagarla.
  •  Donate borse di studio alle riviste tradizionali per coprire i costi della conversione all'accesso aperto.
  •  Donate borse di studio alle riviste tradizionali per coprire i costi di digitalizzazione degli arretrati, a condizione che poi li mettano a disposizione con accesso aperto.
  •  Permettete che le vostre borse di studio vengano usate per costruire fondi di dotazione per riviste e archivi ad accesso aperto. Le riviste ad accesso aperto così sussidiate non avranno bisogno di cercare ulteriori fondi da altre fonti.
  •  Chiedete ai ricercatori che fanno domanda per le borse di studio di depositare i loro articoli accademici già sottoposti a peer-review negli archivi ad accesso aperto, e di tenere aggiornato un curriculum standardizzato, in rete, che contenga il link alle versioni ad accesso aperto di quegli articoli. Per ulteriori particolari consultate questo articolo del 2003 di Stevan Harnad, Les Carr, Tim Brody e Charles Oppenheim.

Governi

  •  Aggiungete un vincolo di accesso aperto alle borse di studio di ricerca governative. Accettando la borsa, il beneficiario accetta di fornire l'accesso aperto a qualsiasi pubblicazione nasca dalla ricerca finanziata.
    •  Consultate la sezione sulle fondazioni qui sopra per avere più particolari, specialmente su come offrire ai borsisti la scelta tra archivi AA e riviste AA.
    •  Gli enti finanziatori potrebbero fare delle eccezioni per le ricerche segrete, le invenzioni brevettabili e le pubblicazioni che generano profitti all'autore, come i libri e il software.
    •  I problemi sono più o meno gli stessi per gli enti finanziatori privati e pubblici. Ma i governi possono adottare una legislazione uniforme che valga per tutti gli enti governativi che finanziano la ricerca. I governi possono anche fare appello all'argomento dei contribuenti (cioè che i contribuenti non dovrebbero pagare una seconda volta per accedere ai risultati di una ricerca finanziata proprio dai contribuenti), oltre all'argomento degli utili sugli investimenti (cioè che qualsiasi ente finanziatore aumenterebbe gli utili dei suoi investimenti in ricerca se rende ad accesso aperto i risultati, rendendoli così più facili da scoprire e recuperare, e più utili e accessibili).
  •  Permettete agli assegnatari di borse di ricerca governative di usare i fondi della borsa per pagare la tassa di pubblicazione richiesta dalle riviste OA.
    •  Per ulteriori particolari v. la sezione Fondazioni qui sopra.
  •  Fornite finanziamenti ed assistenza tecnica a tutte le università e centri di ricerca del vostro paese perché creino e aggiornino i loro depositi OA.
    •  Una condizione dell'assistenza governativa dovrebbe essere l'adozione, da parte dell'istituzione, della linea di condotta di incoraggiare o di obbligare i suoi ricercatori a collocare il frutto delle loro ricerche nel deposito.
    •  Questa linea di condotta potrebbe riconoscere le stesse eccezioni della condizione sull'OA nelle borse di ricerca a finanziamento pubblico: p.es. ricerche militari segrete, invenzioni brevettabili e pubblicazioni che producono reddito, come i libri.
  •  Fornite i finanziamenti e l'assistenza tecnica per digitalizzare e fornire l'accesso aperto al patrimonio culturale della nazione.
  •  Accertatevi che, per quanto riguarda l'ambito legale, le opere prodotte dai dipendenti governativi nelle loro mansioni ufficiali siano di dominio pubblico. (Questo già succede negli Stati Uniti; vedete l'articolo 17 USC 105 e la sua storia legislativa)
    •  Trattate analogamente le opere finanziate dal governo. Negli Stati Uniti, la legge sull'accesso pubblico alla scienza (presentata da Martin Sabo nel giugno 2003) avrebbe questo effetto.
    •  Oppure imparate dall'esperienza americana con il progetto di legge di Sabo richiedendo direttamente l'accesso aperto (tramite archivi o riviste), invece del semplice presupposto legale dell'accesso aperto (il dominio pubblico). Per i particolari sul come ottenerlo, consultate la sezione sulle fondazioni qui sopra. Inoltre usate il consenso del titolare del copyright, piuttosto che il dominio pubblico, come presupposto legale per l'accesso aperto, ed evitate di alienarvi gli elettori e i parlamentari importanti che sono a favore dell'accesso aperto e del copyright. Infine, contemplate eccezioni che abbiano un senso, p.es. per le ricerche segrete, per le invenzioni brevettabili, per i libri e per il software. La proposta di legge sull'accesso aperto dovrebbe applicarsi solo, o soprattutto, alle opere che gli autori pubblicano gratuitamente di propria volontà, come gli articoli di riviste e le tesi di laurea.
  •  Prendete in considerazione la possibilità di un programma coordinato a livello nazionale per garantire l'accesso aperto alla produzione culturale della nazione. All'avanguardia c'è l'Olanda con il suo Project DARE. Iniziative simili (con differenze interessanti) sono sotto esame o in lavorazione in Australia, Canada, Germania e India.
  •  I ministeri della scienza o gli enti finanziatori della ricerca dovrebbero firmare la Dichiarazione di Berlino sull'Accesso Aperto alla Conoscenza nelle materie scientifiche e umanistiche.
  •  Firmate la Dichiarazione sull accesso ai dati di ricerche finanziate con fondi pubblici dell'OECD.
  •  Considerate tutte e 82 le raccomandazioni contenute nell'articolo Scientific Publications: Free for All?, l'esemplare relazione del giugno 2004 ad opera del Comitato per la Scienza e la Tecnologia della Camera dei Comuni inglese.
    •  Per contrasto, invece, NON seguite le linee di condotta per l'accesso pubblico dei National Institutes of Health americani: sono molto edulcorate.

Cittadini

  •  Consultate l'elenco di quello che possono fare i governi. Esigete che il vostro governo intraprenda almeno qualcuno di questi passi. Parlate di questi argomenti con i vostri rappresentanti politici. Chiarite bene che questi argomenti sono importanti per voi e che dal vostro governo vi aspettate che appoggi la scienza e l'interesse pubblico, rispetto agli interessi privati degli editori.
  •  In particolare, pretendete che le ricerche finanziate con fondi pubblici siano accessibili al pubblico gratuitamente.
    •  Negli Stati Uniti, le organizzazioni non-profit che sostengono questo obiettivo si possono unire alla Alliance for Taxpayer Access  per far sentire più forte la loro voce.

Questa pagina è una traduzione del documento "What you can do to promote Open Access" di Peter Suber.
(Documento originale: <http://www.earlham.edu/~peters/fos/do.htm>)
Traduzione a cura di:

Per segnalazioni, suggerimenti, correzioni o integrazioni contatta lo staff.